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TORNA SANTA MARIA DEI BATTUTI IN CONCOMITANZA DELLA RIEDIZIONE DEL FILM MATTI DA SLEGARE

14 Gennaio 2011

(ANSA) - ROMA, 14 GEN - In concomitanza con la riedizione del film ''Matti da slegare'', diretto da un team in cui figura Marco Bellocchio, presentato nei giorni scorsi in anteprima alla Casa del Cinema di Roma, l'editore Bulzoni ha ristampato ''Santa Maria dei Battuti''di Maricla Boggio e Franco Cuomo, cioe' il testo teatrale rappresentato nel 1969 dal quale, negli anni '70, il film e' nato. Si tratta di un aspro rapporto sulla situazione psichiatrica in Italia, un contributo essenziale in 167 pagine (peraltro corredate da un DVD relativo alla lotta contro i pregiudizi che incombono sulla nostra vita associata). L'argomento e' la follia vista nella sua problematica piu' avanzata. Il testo, dato per la prima volta al Tordinona di Roma e al Piccolo di Milano, e', proprio per lo spinoso argomento che tratta, uno dei piu' significativi che la nostra drammaturgia abbia saputo esprimere in un momento in cui molte cose venivano rimesse in discussione. Luigi M. Lombardi Satriani, sempre pronto ad andare in profondita' nelle questioni sociali e antropologiche, nella prefazione ripercorre il discorso sui malati di mente abbandonati a se stessi e ricorda la rivoluzione intrapresa da Franco Basaglia per migliorare la loro situazione. Dopo questa constatazione, riconosce che il tema affrontato da ''Santa Maria dei Battuti'' auspica una nuova stagione a dispetto delle istituzioni che hanno imposto alla psichiatria drammatici ritardi senza mai cambiare il passo. La Boggio e Cuomo parlano di un nuovo clima etico e politico attraverso il quale portano sulla scena un'aperta denuncia dei sistemi chiusi del potere: individuano cosi' una serie di casi che si avvicendano in tutta la loro criticita'. Il teatro e' ancora una volta indispensabile nell'assumere il ruolo di indicatore delle diversita'. Nel caso specifico il malessere e' messo a confronto con il benessere, condanna implicita di quest'ultimo in quanto sembra ignorare tutto il resto. L'ideologia dell'incomprensibilita' della natura umana e' pertanto il filo conduttore delle storie che si intrecciano fra loro, riflesso di una battaglia innovativa dedicato a un settore fra i piu' delicati. Il tutto scandagliato in 15 episodi affidati ad una dozzina di attori impegnati a dare risalto alla pazzia e ai suoi risvolti. La lettura del libro appassiona per il suo carattere di inchiesta calata in un contesto da oratorio laico e nella atmosfera della segregazione, sulla spinta di situazioni reali. Ci si trova di fronte ad una riflessione che ha il merito della pacatezza non esente, fra l'altro, di momenti schiettamente ironici nella quale vengono inseriti anche momenti ironici. L'impressione e' che soffermarsi sui manicomi italiani non era facile, tuttavia l'arditezza della testimonianza e' degna di lode, al punto che la rilettura offre stimoli nuovi e considerazioni su cose che nel frattempo sono avvenute oppure no, questo contemporaneamente alla. riproposta del film ''Matti da slegare''. Una doppia operazione che conferma tutto il suo carattere agghiacciante. Il testo teatrale evita gli effetti plateali, privilegia discrezione, sentimenti e risentimenti, situazioni calate sempre in una tensione ottimamente calibrata. Al tempo stesso, non mancano i momenti di fantasia con diversi riferimenti poetici, come si addice all'immaginazione distorta di chi ha perso la bussola. Un'opera dunque in un certo senso fondamentale per la materia che tratta, colpisce il fatto che resta un'occasione alquanto isolata per le spine che riesca mettere in evidenza. Violenza da una parte, speranza dall'altra: i due estremi rincorrenti fra loro e destinati a restare sullo stesso piano. Riproposta singolare e felice da salutare con meditato rilievo anche sotto l'aspetto editoriale. Essa rientra nella prova di appello indispensabile per quei libri responsabilmente scottanti. COM-VL 14-GEN-11