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Una notte di Casanova di Franco Cuomo

15 Aprile 2013

Un Casanova senza età che attende in una sperduta locanda d'Europa una dama che non verrà se non quando l'attesa avrà ormai esaurito il desiderio. Nell'arco di una notte, spazio temporale e mentale di un'intima confessione, scandita in sette stanze che vanno dalle ore undici all'alba, un avventuriero di oscuri natali come il … nostro eroe veneziano, fattosi cavaliere da solo "rubando otto lettere all'alfabeto che è proprietà di tutti", si adopera per ridimensionare la mistica del potere nel mondo. Nella drammaturgia di Cuomo non c'è posto per storie comuni, per gente qualsiasi. Il suo diritto ad inseguire il fantastico puro della storia lo conduce a considerare la condizione per l'elaborazione della trama, per la definizione del personaggio una sua sospensione al di sopra o al di sotto del resto del genere umano, mai alla pari: verso la santità o verso la dannazione, mai verso una quiete terrena. Nel caso di questo Casanova ne scaturisce una figura emblematica al di fuori degli schemi e dei modelli precostituiti, un reperto umano in grado di fungere da campione esemplare delle nostre passioni, delle nostre contraddizioni portate alle estreme conseguenze, proposta ai nostri occhi di spettatori provocatoriamente, per confondere le carte che qualche sapiente addomesticatore aveva messo "per benino" in quello che si chiama "ordine" ma non necessariamente "vita" o "teatro". Oscillando continuamente fra il sacro e il profano, il genio e la sregolatezza, la nobiltà e la cialtroneria, la verità e la menzogna, la parola potente di Cuomo ricca di fascino e di efficacia teatrale disegna in maniera incisiva il ritratto esemplare e moderno di un perfetto "arcitaliano".nostro eroe veneziano, fattosi cavaliere da solo "rubando otto lettere all'alfabeto che è proprietà di tutti", si adopera per ridimensionare la mistica del potere nel mondo. Nella drammaturgia di Cuomo non c'è posto per storie comuni, per gente qualsiasi. Il suo diritto ad inseguire il fantastico puro della storia lo conduce a considerare la condizione per l'elaborazione della trama, per la definizione del personaggio una sua sospensione al di sopra o al di sotto del resto del genere umano, mai alla pari: verso la santità o verso la dannazione, mai verso una quiete terrena. Nel caso di questo Casanova ne scaturisce una figura emblematica al di fuori degli schemi e dei modelli precostituiti, un reperto umano in grado di fungere da campione esemplare delle nostre passioni, delle nostre contraddizioni portate alle estreme conseguenze, proposta ai nostri occhi di spettatori provocatoriamente, per confondere le carte che qualche sapiente addomesticatore aveva messo "per benino" in quello che si chiama "ordine" ma non necessariamente "vita" o "teatro". Oscillando continuamente fra il sacro e il profano, il genio e la sregolatezza, la nobiltà e la cialtroneria, la verità e la menzogna, la parola potente di Cuomo ricca di fascino e di efficacia teatrale disegna in maniera incisiva il ritratto esemplare e moderno di un perfetto "arcitaliano".